IL GRAND HOTEL TERME ASTRO

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PARCHI
Il verde è il colore dominante del parmense e sono numerose le occasioni di gite ed escursioni per chi ama la natura. Il circuito delle aree protette della provincia di Parma è ricco ed ai parchi affianca riserve orientate, oasi naturalistiche e foreste demaniali. I paesaggi dell’Appennino, variamente connaturati dal punto di vista geologico, storico e naturalistico, sono di ineguagliabile bellezza. La felice unione di natura, prodotti tipici e impianti sportivi forma un insieme di grande varietà.

Parco Regionale dei Cento Laghi
Il Parco Regionale dei Cento Laghi è un’area protetta di crinale che ha come fini principali la conservazione, la tutela e il ripristino del patrimonio dell’alto Appennino. È situato in una zona di grande interesse paesaggistico che, grazie all’evidente impronta glaciale, ricorda gli spettacolari ambienti alpini. Davvero numerose le opportunità escursionistiche su quest’area, nella quale i sentieri del Cai permettono di raggiungere le vette più alte e i numerosi laghi di origine glaciale che ne sono la caratteristica principale.

Percorsi acrobatici 100 avventure
All’interno del Parco dei 100 laghi, nel comprensorio di Prato Spilla, una nuova attrattiva si aggiunge agli stupendi scenari naturali, alla flora, alla fauna e alle opportunità di turismo sportivo dato dai percorsi trekking e mountain bike e dalle piste da sci. Infatti è attivo un parco acrobatico forestale, il „Parco delle 100 avventure“, che consente di sentirsi agili funanboli per un giorno, viaggiando in tutta sicurezza tra gli alberi attraverso ponti sospesi, scale di corda e carrucole tirolesi.

Parco Regionale Boschi di Carrega
Il Parco Regionale Boschi di Carrega presenta un’interessante varietà vegetale e faunistica. Importante esempio di macchia forestale della bassa collina emiliana, unisce alle specie tipiche della fascia collinare (querce, carpini bianchi, castagni) parecchie specie esotiche (cedri del Libano, abeti del Canada, sequoie del Nord America e così via). Numerosi anche gli uccelli, i mammiferi, gli anfibi e i rettili; animale simbolo dell’area protetta è il capriolo, che qui è presente con un nucleo tra i più consistenti d’Italia. Interessanti anche le emergenze storico-artistiche: - il neoclassico Casino dei Boschi, villa costruita nel 1789 su progetto del Petitot. Immerso nell'ampia tenuta sulla collina tra Sala e Collecchio, nella riserva ducale dei Farnese, il Casino dei Boschi fu ampliato dall'architetto di corte Paolo Gazzola per farne una dimora estiva. La villa, di proprietà dei principi Carrega di Lucedio dal 1881, presenta ancora oggi le caratteristiche del tempo di Maria Luigia. - la Villa del Ferlaro fatta costruire da Maria Luigia per i propri figli tra il 1828 e il 1831, si erge in territorio collecchiese ove già esisteva il Casinetto Fedolfi, poco distante dal Casino dei Boschi.

Pieve di Talignano
Antica pieve romanica Parco Fluviale del Taro Il Parco Fluviale Regionale del Taro si estende lungo il corso del fiume, dal ponte stradale di Fornovo a quello sulla via Emilia nei pressi di Ponte Taro ed è caratterizzato da una notevole varietà vegetale, con specie rare e protette come alcune orchidee e il fiordaliso tirreno. Differenziata ed eterogenea anche la fauna: dai caprioli ai cinghiali, dalle donnole alle puzzole e ai tanti pesci. Senz’altro da segnalare la ricchezza dell’area protetta nel campo dell’avifauna: essendo il Parco del Taro situato su una delle più battute rotte migratorie, sono oltre 250 le specie censite e osservate lungo il corso del fiume; nei periodi delle migrazioni primaverili o autunnali sono centinaia gli uccelli migratori che sostano intorno alle acque in cerca di cibo. Da aprile 2005 "ospita" l'Associazione "Parco dei Sapori"

Parco Fluviale dello Stirone
Il Parco Fluviale Regionale dello Stirone è esteso lungo il corso del torrente Stirone, al confine tra le province di Parma e Piacenza. Associa al grande rilievo del paesaggio boschivo (dai cerri delle zone collinari ai salici della pianura) e della fauna (in particolare l’avifauna con 40 specie di uccelli) anche una enorme importanza paleontologica: il “canyon” scavato dal torrente, le cui stratificazioni argillose sono ricche di fossili marini, documenta infatti in maniera straordinaria il passaggio dall’Era terziaria al Quaternario, un passaggio che i visitatori possono vedere in prima persona seguendo i tanti sentieri segnalati all'interno dell’area protetta.

Oasi LIPU di Torrile
L’oasi LIPU di Torrile nasce negli anni ’80 dalla scoperta del nido di una coppia di Cavaliere d’Italia, e costituisce uno dei primi esempi nazionali di restauro ambientale. Il progetto ricrea un lembo di antica palude, un habitat idoneo a più specie legate alla zona umida scomparse dalla pianura, che oggi nidificano regolarmente nell’oasi dotata di sentieri collegati da un camminamento sull’acqua e di numerosi capanni di avvistamento con feritoie d’osservazione e per la fotografia naturalistica. Informazioni: Centro Visite, Via S.Allende 21, Torrile. Tel. 0521/81 06 06.
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